Pratiche 16 Settembre 2026 · 6 min di lettura

Classe di merito: come te la porti sulla nuova auto

Classe di merito: come te la porti sulla nuova auto

Di tutte le voci che compongono il costo di un'auto, l'assicurazione è quella che dipende di più da come si è guidato negli anni — ed è una delle spese fisse che tornano ogni dodici mesi (ne abbiamo parlato in Quanto costa tenere un'auto). Quel «come si è guidato» ha un nome: classe di merito. È un numero, ed è tuo, non dell'auto. Quando cambi macchina te lo porti dietro, e dentro casa si può anche passare da una persona all'altra. Vale la pena saperlo prima di firmare, perché è la differenza fra una polizza normale e una polizza da prima assicurazione.

1. Che cos'è, in due righe

Le classi universali sono diciotto: la 1 è la migliore, la 18 la peggiore. Chi assicura un veicolo per la prima volta parte dalla 14. Ogni anno chiuso senza incidenti con colpa se ne scende una; un sinistro con responsabilità principale ne fa salire due, e se in un anno ne capita più di uno il salto è più largo. La classe segue il proprietario del veicolo, non chi lo guida, ed è scritta sull'attestato di rischio: la tua compagnia deve dartelo entro quindici giorni da quando lo chiedi.

2. La regola che tutti chiamano «legge Bersani»

Non è più una legge a sé: oggi è l'articolo 134, comma 4-bis, del Codice delle assicurazioni, riscritto nel 2019 ed entrato in vigore così il 16 febbraio 2020. Dice, in sostanza: se tu — o un familiare stabilmente convivente — hai già un veicolo assicurato, quando ne assicuri un altro la compagnia non può assegnarti una classe peggiore di quella dell'ultimo attestato del veicolo che hai già.

Le tre cose cambiate nel 2020, che in giro si leggono ancora di rado: vale anche fra veicoli di tipo diverso (dall'auto alla moto e viceversa), vale anche al rinnovo di una polizza che hai già — quindi non serve comprare niente per usarla — e in cambio pretende una condizione nuova: sull'attestato non devono comparire sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni.

3. I paletti, detti prima e non dopo

Solo persone fisiche. Auto intestata alla ditta, alla società o alla partita IVA come persona giuridica: il beneficio non spetta. È la domanda che ci arriva più spesso, e la risposta purtroppo è no.

Serve un veicolo già assicurato. La classe si prende da lì: se in famiglia non c'è nessun'altra polizza in corso, non c'è niente da ereditare.

Conta la convivenza, non la parentela. La legge parla di componente stabilmente convivente del nucleo familiare: un fratello che vive a trecento chilometri non va bene, un convivente che non è parente sì. Come dimostrarlo — stato di famiglia, autocertificazione — lo decide la compagnia: su questo la legge non dice nulla, quindi chiedilo prima e non dopo.

Si eredita la classe, non il prezzo. La legge vincola la classe universale; poi ogni compagnia la traduce nella propria classe interna con una tabella che deve tenere pubblicata sul suo sito, e il premio lo calcola lei. Due preventivi con la stessa classe possono costare diverso: i preventivi vanno fatti lo stesso.

4. Il caso in cui può andare male: la prima auto del figlio

Qui va detta una cosa che in giro si legge poco. La condizione dei cinque anni senza sinistri le compagnie la leggono anche sull'attestato del veicolo che riceve la classe. Chi una storia di cinque anni non ce l'ha — tipicamente un ragazzo alla prima auto — può quindi sentirsi rispondere di no. Nel 2021 l'IVASS, l'autorità che vigila sulle assicurazioni, ha scritto che una lettura più favorevole al consumatore sarebbe opportuna ma che non può imporla alle imprese, perché il testo della legge non glielo consente; da allora non è cambiato niente. Quindi: chiedilo sempre, spesso te lo riconoscono, ma non darlo per scontato e non litigare al telefono su un diritto che oggi non è certo.

5. Un contrappeso che quasi nessuno racconta

Se prendi la classe buona su un veicolo di tipo diverso — la moto con la classe dell'auto — e poi proprio con quel veicolo provochi un incidente con colpa in cui i danni pagati superano i cinquemila euro, alla prima scadenza la compagnia può peggiorare la classe di quel veicolo fino a cinque posizioni. Sta nella stessa legge, ed è giusto saperlo prima di scegliere su quale mezzo usare il beneficio.

6. E se vendi e basta?

La classe non evapora: l'ultimo attestato resta utilizzabile per cinque anni dalla scadenza della polizza. Se però sono passati più di quindici giorni dalla scadenza, per usarlo serve una dichiarazione firmata in cui dici che il veicolo non è stato usato: senza quella, il rischio concreto è ripartire dalla classe peggiore.

E attenzione a un dettaglio che fa sbagliare in tanti: le regole che spostano la classe da un veicolo all'altro quando vendi, demolisci, esporti o ti rubano l'auto — e quelle fra coniugi, conviventi ed eredi — valgono solo fra veicoli della stessa categoria. Se vendi l'auto e compri uno scooter, per quella strada la classe non ti segue: ti resta la regola del punto 2, che però pretende un altro veicolo già assicurato.

7. Se ti dicono di no

Prima un reclamo scritto alla compagnia, che ha quarantacinque giorni per risponderti. Se la risposta non arriva o non convince, dal 15 gennaio 2026 c'è l'Arbitro Assicurativo: si ricorre online, senza avvocato, e costa venti euro che ti vengono restituiti se il ricorso viene accolto.

Cosa facciamo noi

Non vendiamo polizze e non ti diremo mai quale compagnia scegliere. Quando ritiri un'auto da noi, però, ti diamo i dati che servono al tuo agente e ti diciamo quale classe puoi chiedere e con quale documento: due minuti al banco che qualche volta valgono qualche centinaio di euro all'anno. Se stai per cambiare auto e non sai in che classe sei, passa con l'attestato: lo guardiamo insieme — e intanto puoi dare un'occhiata alle auto usate disponibili.